Come vivere la lentezza con equilibrio: l’esercizio

Come vivere la lentezza con equilibrio: l’esercizio

Vorrei che questo post fosse per tutti, anche per chi non ha mai usato gli strumenti dell’intelligenza intuitiva, quindi scriverò per loro. Se conosci già i miei strumenti troverai comunque un sacco di “indizi” per lavorare questo tema come sai. (Se non hai letto la prima parte di questo articolo la trovi qui)

  1. Osserva la lentezza – Innanzitutto è necessario saper riconoscere quando è il caso di dare spazio alla lentezza e quando è meglio aumentare il ritmo. Per poterlo fare, ti ricordo la prima delle due caratteristiche che abbiamo visto prima: la lentezza è un paragone. E spesso un paragone è una forma di giudizio. Che giudizio hai su ciò che per te è troppo lento/veloce? Qual è il tuo criterio per dire che una cosa è troppo lenta? A cosa paragoni il ritmo che per te è “sbagliato”? Quale sarebbe quello “giusto”? Vai nello specifico. Cosa è troppo lento nel tuo lavoro? Nelle tue relazioni, negli altri aspetti della tua vita? Cosa non lo è abbastanza?
  2. Cosa c’è dietro al ritmo attuale –  Prendi un esempio reale, attingendo alla tua vita, dove vorresti ci fosse più lentezza, ma non ti sembra possibile andare più lentamente. In un secondo momento puoi fare anche l’esempio, contrario, ricercando più rapidità, ma comincia da qui che è più facile, fidati.
    Ad esempio, pensa a lavorare più lentamente, o rispondere più lentamente ad una provocazione ed essere ugualmente efficaci (se non di più!) o far valere le tue ragioni (…!) Se osservi bene il tuo esempio c’è quasi sempre una “verità” specifica, o più di una, che supportano quell’impossibilità.
    Oppure, se non individui delle “verità” (leggi:credenze), puoi trovare sicuramente un automatismo in te. Con “verità” intendo qualcosa che, secondo la tua esperienza, è causa anche OGGETTIVA del fatto che se andassi più lentamente quella cosa non funzionerebbe/non riusciresti/non ti è permesso/gli altri farebbero cose che non ti piacciono e simili. Ad esempio, se facessi questo lavoro più lentamente di adesso, non finirei in tempo. Sembra impossibile andare più lenti, quindi, giusto?
  3. Guarda in faccia il “nemico” – Scrivi le “verità” e gli automatismi su un foglio – ora hai davanti ciò che ti impedisce di andare più lentamente. E’ tutto lì tra le tue mani. Ok, ora che lo sai, prenditi un altro po’ di tempo, e scrivile tutte. (Questa è la fase dove chi conosce i miei strumenti si metterà a giocare e applicherà ad esempio i primi “SiPuòFare”, o qualche gioco dei vari accessi all’intelligenza intuitiva per scoprire altre verità/credenze, interrogherà la propria lentezza e velocità, eccetera.)
  4. Trasforma il “nemico” in amico  Qui puoi cominciare a divertirti. Se sai come fare avrai già cominciato a portare nuovi allineamenti ed equilibri al punto precedente, e ora ti creerai campi di supporto e così via, ma se non sai di cosa sto parlando non preoccuparti, ce n’è anche per te! Osserva queste tue “verità” e cerca almeno 3 ragioni con cui falsificarle in modo convincente per te. Ad esempio: “se facessi questo lavoro più lentamente non finirei in tempo” a meno che non trovi un modo per automatizzare parte del processo, o ammesso che la scadenza sia davvero reale o ancora a meno che andando più lentamente faccia meno errori del previsto. Insomma, datti torto. E’ liberatorio alla tua età, fidati. E se non ci riesci sei molto vecchio dentro. (Non sto scherzando. Darsi torto richiede una elasticità mentale di basso livello. Il tuo cervello deve essere molto rincitrullito per diventare così rigido da non farcela.)
  5. Fai esperimenti. Se non conosci gli strumenti dell’intelligenza intuitiva prendi una situazione-laboratorio, cioè uno di quei casi in cui qualsiasi cosa succeda il danno non è poi così grave o irreparabile. E prova, deliberatamente ad andare ad un ritmo diverso in modo da rendere reale una delle falsificazioni che hai trovato. Nell’esempio lavorativo: quando hai una scadenza sufficientemente lontana nel tempo che eventualmente potresti recuperare, prova a fare più lentamente quel famoso lavoro e nota se riesci a trovare un automatismo favorevole o se fai meno errori o quale sia la falsificazione che hai trovato. Ad alcuni basta solo provare un ritmo diverso per scoprire che una propria “verità” non era così oggettiva come credevano. In alcuni casi non riuscirai, ma solo per il fatto di averci provato con quell’intento è probabile che a brevissimo ti arrivino nuove idee sul come farlo. Se proprio non ce la fai… ci sono gli strumenti di intelligenza intuitiva, che risolvono il punto all’origine, cambiando la tua percezione e reazione di base, permettendoti quindi di stare comodamente ad un ritmo diverso senza problemi. Se li conosci già e li hai applicati ai punti precedenti, anziché fare esperimenti basati sulla falsificazione che hai trovato permettiti direttamente di andare ad un ritmo diverso, e vedi cosa succede: sei nella fase di piani d’azione, piani sorpresa e campi integrati.
  6. Goditi lentezza e velocità. Dopo tutto questo lavoro sulla lentezza è probabile che la tua attenzione selettiva ti faccia prestare caso al ritmo delle cose più volte durante la giornata. Ed è qui che arriva, per tutti, un momento molto bello. Osserva i vari ritmi, senza giudicarli, ed impara già che ci sei il punto sette:
  7. Vai al ritmo perfetto, in ogni circostanza. Distingui velocità e fretta. Distingui lentezza ed evitamento. Tutta questa strada per arrivare qui e cominciare a scegliere.
    In questo percorso (se l’hai fatto, eh) hai toccato con mano che lento e veloce sono paragoni. Il ritmo giusto per ogni cosa è quello per te è comodo, fluido ed efficiente, che sostiene la tua concentrazione e il tuo impegno, ma rimanendo privo di sforzo.
    Quando cerchi con sforzo di andare più veloce (per paura, per qualche “verità” insormontabile, per abitudine, autostima o qualsiasi altra prodigiosa questione che la tua splendida mente ritiene importante) stai andando di fretta. Magari nella fretta sei concentrata, ma non sei efficiente e finita quell’attività sei stravolta. Oppure fai più errori, perché non sei fluido e concentrato. Ognuno vive la fretta diversamente. Tutti male, comunque, perché è un ritmo innaturale, che nulla ha a che fare con la velocità efficace.
    Allo stesso modo, se proprio ti senti lento in qualcosa, è probabile che ci sia qualcosa sotto, che ti autosaboti, di solito con grande creatività. Banalmente, può darsi che non ritieni quel compito così interessante, o non vuoi raggiungerne la fine o altro, ma lo fai di nascosto, soprattutto a te stesso. Qui ti posso aiutare con gli strumenti che conosco, non ho una ricetta uguale per tutti perché non so come ti autosaboti tu, ma se sei interessato ad un percorso individuale scrivimi a info@mauriziamancini.com.
    E’ comunque già molto bello scoprire che non esiste qualcuno troppo lento, nemmeno tu. Solo qualcuno poco motivato o troppo appesantito. Tipo te, con tutta quella roba inutile addosso. E che non ci sono motivi per andare di fretta. A volte si può andare semplicemente veloce, ma tu fai fatica, se hai tutta quella roba addosso.

Alla fine di questo post ti lascio con un augurio: quello di vivere con coraggio i tuoi mille ritmi. Che tutti siano comodi, fluidi ed efficienti, che tu possa essere leggero e concentrato e tutto ciò che fai porti luminosi frutti a te e al mondo. Che è un posto dove i ritmi cambiano continuamente, ma questo crea splendide melodie. L’avevi notato?

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